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Il ritorno del simbolo più amato sopra le strisce bianconere, quel triangolino colorato rosso, bianco e verde, coincide con una sorta di restaurazione in casa juventina, Un concetto che traspare fin da ciò che identifica le Zebre in tutto il mondo, con delle casacche che riscoprono uno stile sobrio, elegante e senza tempo, Semplicemente, lo Stile Juve, La stagione 2012-13 pare ricondurci costumi adidas stabilmente verso la tradizione, con casacche sì moderne ma senza inutili fronzoli, ammantate solo dall’aura di un glorioso e ritrovato passato, Tutto questo si palesa ancor più attraverso ciò che contraddistingue i giocatori juventini, quei numeri che dopo un decennio tornano a colorarsi del redivivo bianco..

A dirla tutta qualche novità salta fuori: il vecchio “quadratone” nero si dipana a tutta la larghezza della schiena, mentre i nomi trovano alloggio in una nuova variante del rettangolo bianco… ciò nonostante, son mere sottigliezze che non possono turbare il sonno dei tifosi, finalmente di fronte dopo tanti anni alla divisa per antonomasia dei loro idoli, Una scelta che si riconferma l’anno dopo quando all’interno del quadrato fa capolino l’unica novità, i nomi, di nuovo costumi adidas a stretto contatto coi numeri come accaduto all’alba del terzo millennio, Sembra l’incipit di un romanzo già letto, un bestseller destinato a raccogliere consensi negli anni a venire… un corso stilistico che s’interrompe improvvisamente, bruscamente e precocemente, ingranando inaspettatamente la retromarcia verso il più recente passato..

Per gli appassionati, o almeno per una parte di loro, è un brusco risveglio quello dell’ estate 2014, in cui il sole posa i propri raggi sopra le rinnovate maglie della Juventus, Mai come in quei giorni la locuzione  errare humanum est, perseverare autem diabolicum trova spazio tra le chiacchiere dei tifosi — stavolta di tutte le squadre — alla vista della soluzione scelta: numeri gialli costumi adidas (ancora una volta) sopra una tela completamente bianca! Non serve essere una cima per comprendere l’ insensatezza di questo accostamento cromatico, Un «pasticciaccio brutto» che fin dalle prime uscite mostra le sue pecche, se possibile perfino ampliate rispetto a quanto visto nelle declinazioni passate..

La nuova casacca pare aver già una data di scadenza, tanta è l’ avversione che in poche settimane riesce a calamitare su di sé: il matrimonio tra giallo e bianco non piace ai tifosi, che vedono la loro reliquia sportiva mutilata da un vezzo grafico a dir poco controverso; non piace ai cronisti sportivi, che vedono perdere un paio di diottrie a partita nei tentativi di riconoscere quelle invisibili cifre che errano per il campo; soprattutto, non piace a chi tiene le redini del calcio europeo che, se già redarguì la Vecchia Signora nel vecchio decennio, figuriamoci ora…

È così che l’azzardo finisce per durare lo spazio di un acquazzone estivo, prontamente riposto nell’armadio come un pesante “scheletro” da celare alla vista altrui — o altresì un’interessante e ricercata rarità da collezione, Quando il gioco si fa duro (o meglio, quando arrivano i tre punti in palio), la Juventus svela la sua ennesima divisa, di fatto una sorta di negativo della storica prassi, dove un grande quadrato bianco dà risalto a una numerazione completamente nera, Un accostamento insolito, costumi adidas forse spiazzante, ma che asservisce in toto alla sola cosa che conta, la visibilità..

Una soluzione che contribuisce a scrivere un nuovo capitolo nella lunga epopea della maglie bianconere. Un romanzo che presto saluterà Nike per far posto a un nuovo ghost writer, adidas, cui sarà riservato l’onore — e l’onere — di creare, riscoprire o reinventare un aspetto fondamentale di una casacca che ha fatto, e continua a fare, la storia del calcio. Dal bianco al nero, dal rosso al giallo, dai pali ai quadrati, dai pannelli alle strisce, infinite paiono le idee pronte a contrassegnare le schiene juventine.

Un aspetto forse risibile a un occhio distratto, ma che invece contribuisce in maniera determinante a consegnarci delle maglie, di volta in volta, sempre diverse e originali, sempre più uniche, Un percorso, lo sappiamo, che si presta ad costumi adidas alti e bassi, in un vorticoso saliscendi che farà discutere all’infinito appassionati e collezionisti… ma in fondo anche questa è, nel suo piccolo, una grande passione, Impossibile dare giudizi definitivi, impensabile trovare tutti d’accordo: quel che possiamo fare — quel che abbiamo fatto — è mettere le carte in tavola, divertendoci a sfogliare pagine impolverate e talvolta dimenticate della storia bianconera, per provare a immaginare quale sarà il futuro di quei numeri che da quasi ottant’anni legano i propri destini alle strisce bianconere, A proposito, voi che idea vi siete fatti?.

Un ritorno all’antico per il Livorno che ha giocato l’ultima partita di campionato indossando una maglia speciale per celebrare i 100 anni, Nella sfida playoff disputata all’Armando Picchi contro l’Avellino, gli amaranto hanno sfoggiato una divisa realizzata da Legea che si ispira a quella del 1915, anno in cui fu fondata l’Unione Sportiva Livorno, Colore amaranto, colletto a polo nero chiuso dai laccetti, maniche lunghe e polsini neri sono le caratteristiche principali, Sul petto, vicino al cuore, ritorna il vecchio stemma societario che raffigura una fortezza con due torri in mezzo al mare, sormontata da una bandierina con la scritta Fides, Lo stesso disegno è costumi adidas presente nello stemma comunale della città labronica..



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